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news 2009 - N.40
26 Novembre 2009
Leonardo a Palazzo Marino
Torna a Milano dopo settant'anni il San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, conservato al Louvre. Esposto per l'ultima volta nel 1939, sarà visibile gratuitamente dal 27 novembre per un mese, nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Vi è rappresentato il santo giovane e la tavola probabilmente risale al periodo compreso tra il secondo soggiorno fiorentino di Leonardo e l'ultimo milanese, fra il 1505 e il 1510.
Un appuntamento da non perdere.
24 Novembre 2009
E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA
Al museo Santa Giulia di Brescia, dal 4 dicembre al 27 giugno 2010, saranno esposte 270 opere che consentono di ripercorrere tutta la storia della civiltà dell’oro. Si tratta di oggetti in oro, sculture in pietra, opere in argento, bronzo, rame e altri materiali preziosi, provenienti dai maggiori musei peruviani, esposti per la prima volta al mondo nella mostra “Inca. Origini e misteri della civiltà dell’oro”. Il percorso espositivo, che permette di ammirare vestiti interamente ricoperti d’oro, diademi, coltelli sacrificali, collane, pettorali, maschere e persino una mummia, consente di conoscere le culture precolombiane del Perù dal 1500 avanti Cristo fino all’arrivo degli spagnoli nel 1532. Sarà un modo per lo spettatore di scoprire anche la grande spiritualità di questi antichi popoli, che credevano in un rapporto diretto fra gli uomini e le divinità celesti (Pierangela Chiesa)
24 Novembre 2009
LA CINA E’ VICINA
Non è un’affermazione scontata. Anche l’arte cinese, infatti, si avvicina, oggi, al linguaggio artistico occidentale, rompendo con gli schemi tradizionali.
Lo dimostra la mostra “Cina. Rinascita Contemporanea” che dall’11 dicembre fino al 20 febbraio sarà ospitata al Palazzo Reale di Milano. Si tratta di oltre 180 opere –dipinti, installazioni, sculture, video-, che testimoniano l’evoluzione dell’arte contemporanea cinese dal 1993 ad oggi. La mostra è divisa in diverse sezioni: gli Esordi della Pittura, che presenta i più importanti maestri contemporanei, l’East Village, il quartiere di Pechino dove negli anni ’90 si ritrovavano gli artisti, le Tendenze tra il Multimedia e il Conceptual, che raggruppa gli artisti che hanno affrontato le ricerche concettuali.
Out of the Red presenta, invece, i pittori che hanno lasciato la pittura per la fotografia, Cartoon Generation affronta i problemi della donna contemporanea, mentre Sperimentazioni Satellitari e Video-Arte sono le due sezioni che raccolgono le più creative nuove idee del “made in China”. (Pierangela Chiesa)
24 Novembre 2009
SE PASSEGGIANDO PER MILANO UNA SERA…..
Dal 2 all’8 dicembre la facciata del grattacielo Pirelli, sede della Regione,dalle 18 a mezzanotte diventerà un grandioso schermo sul quale scorreranno una serie di 30 proiezioni di opere pittoriche realizzate tra il Rinascimento e il Barocco lombardo. Sarà questa una eccezionale forma di pubblicità studiata per propagandare la mostra “La Regione dà Luce all’Arte” in programma nelle sale del grattacielo Pirelli dal 3 dicembre al 28 febbraio 2010. In questa occasione sarà possibile ammirare opere di Moretto da Brescia, del Romanino, di Giovan Battista Moroni, del Procaccini, di fra’ Galgario, di Giovanni Cariani, di Daniele Crespi. Inoltre, in uno spazio esclusivo, verranno esposte, per la durata di circa un mese ciascuna, quattro opere, rispettivamente, in ordine di tempo, di Hayez, dal 3 dicembre al 10 gennaio, di Antonello da Messina, dal 14 gennaio al 14 febbraio, di Tiziano, dal 18 febbraio al 31 marzo, e di Sironi, dal 25 marzo al 25 aprile. (Pierangela Chiesa)
18 Novembre 2009
LA TRISTE STORIA DI UNA DONNA DEL ‘600
Marianna de Leyva, suor Virginia quando prende i voti, Gertrude nei Promessi Sposi. Un nome che ci ricorda i lontani giorni di scuola, che porta in primo piano la difficile condizione della donna nel primo ‘600, che ci costringe a meditare su un doloroso caso umano. La storia ci dice che Marianna de Leyva nasce a Milano all’inizio del 1576 e resta orfana di madre nello stesso anno. Allevata da una zia, per un insieme di tristi circostanze – un secondo matrimonio del padre in Spagna, il tracollo finanziario della famiglia- nel 1589 è costretta ad entrare come monaca nel convento di Santa Margherita di Monza, di fronte al quale abitava Gian Paolo Osio, che dal 1597 diventerà il suo amante. Nel 1604 Marianna ha una figlia, Alma Francesca, che il padre riconosce e affida alle cure di una donna fuori dal convento. Questa storia sciagurata, mentre crea in suor Virginia gravi crisi di coscienza, scatena in Gian Paolo Osio una furia omicida, che lo porta a sopprime in modo barbaro tutti coloro che erano a conoscenza e, in qualche modo, complici della vicenda. Suor Virginia, sottoposta ad un processo ecclesiastico, è condannata a trascorrere 13 anni murata in una cella. Quando ne esce, pentita e redenta, manifesta il suo sincero pentimento in una serie di lettere inviate al cardinale Borromeo. Muore nell’anno 1650. E’ ovvio che un personaggio così complesso, travolto da passioni, delitti, terribili condanne abbia suscitato l’interesse di grandi pittori dell’800. Queste opere, oltre 60, che portano le firme prestigiose di Francesco Hayez, Mosè Bianchi, Giuseppe Molteni, Gaetano Previati, ed altri ancora, sono esposte dal 25 novembre al 21 marzo 2010 al Castello Sforzesco di Milano, nelle sale Panoramiche. Ma la mostra raccoglie anche una serie di documenti relativi alla vita di Marianna e alle vicende della sua famiglia, i Marino, proprietari del Palazzo ora sede del Comune,nel quale suor Virginia era nata, gli atti del processo e il carteggio con il cardinale Federico Borromeo- Un interessatissimo spaccato sulla società milanese del ‘600 e una panoramica di quanto le donne dell’epoca fossero vittime dell’autorità paterna o coniugale. In particolare,questo percorso espositivo è illustrato anche da altre storie di “vittime” famose, quali Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Pia de’ Tolomei, Isabella Orsini. E, infine, si possono ammirare le illustrazioni di Francesco Gonin per l’edizione del 1840 de I Promessi Sposi, incisioni della raccolta Bertarelli e le opere più recenti ispirate a questo argomento, di Giorgio de Chirico ed Ernesto Treccani. Non manca neppure una sezione che ricorda le riduzioni teatrali e cinematografiche della triste vicenda. (Pierangela Chiesa)
2 Novembre 2009
Il PAESAGGIO INGLESE IN UNA CASA RINASCIMENTALE FIORENTINA
E’ stato il più apprezzato pittore del paesaggio inglese agli inizi dell’800, è stato l’artista a cui hanno guardato con grande attenzione gli Impressionisti. E’ John Constable, il pittore inglese che più di ogni altro seppe cogliere i molteplici diversi aspetti della natura inglese. A lui è dedicata la mostra “Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne”, inaugurata il 23 ottobre (resterà aperta fino al 30 gennaio 2010), a Firenze nel palazzo rinascimentale del Museo Horne, in via dei Benci 6. Herbert Percy Horne ( 1864-1916), inglese di nascita ma fiorentino di adozione, trascorse la vita nella città toscana con il ricordo sempre rivolto alla sua patria lontana. Quasi per superare questa sua nostalgia si dedicò a raccogliere opere dei più celebri maestri paesaggisti inglesi dal 700 al 900, fra cui John Constable, Alexander Cozens, Thomas Gainsborough e Richard Wilson. Nella mostra sono esposte 32 opere di questi autori, soprattutto acquerelli, protagonista dei quali è la campagna inglese,pezzi che fanno parte della grande collezione di preziosissimi “fogli”, ben 237, che formano l’eccezionale raccolta Horne, conservata per più di 40 anni presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Fra questi fogli è anche un inedito paesaggio dipinto dallo stesso Horne, che mette in luce un aspetto meno nota, la sua abilità pittorica, di questo famoso e intelligente collezionista. (Pierangela Chiesa).
21 Ottobre 2009
A MILANO L'ARTE E L'EROS DEL GIAPPONE
Presentare la più grande esposizione mai realizzata dedicata alle stampe giapponesi di soggetto erotico. Questo l’obiettivo della mostra “Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo” che verrà proposta a Milano, nel Palazzo Reale, dal 21 ottobre al 31 gennaio 2010. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, segue il successo della precedente esposizione “Samurai” ed è allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta. E’ il risultato di una lungo lavoro condotto dal Museo delle Culture di Lugano, che ha ideato l’esposizione e coordinato la ricerca scientifica. La mostra è il frutto di una collaborazione tra il capoluogo lombardo e la città svizzera, dove si sposterà nell’autunno del 2010 e rientra nel programma “Milano-Mondo”. L'obiettivo del progetto è quello di elaborare e proporre linee concrete di azione per la crescita della metropoli lombarda nel panorama artistico globale in previsione di Expo 2015.
Gli Shunga, termine giapponese che letteralmente significa "immagini della primavera", sono opere a soggetto erotico considerate tra le più significative espressioni della corrente artistica dell’ukiyo-e. Create con la tecnica della stampa xilografica (dal 1791 anche policroma), esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867. Gli Shunga esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi città - composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente - con il quale si affermò in quegli anni una concezione edonistica dell’esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.
19 Ottobre 2009
ROMA DEDICA UNA MOSTRA ALLA PITTRICE PIU’ ANTICONFORMISTA DEL ‘900
Si apre il 4 novembre presso il Museo della Fondazione Roma – fino al 17 gennaio 2010- la mostra antologica dedicata a Niki di Saint-Phalle, la rivoluzionaria artista della pop-art francese, che riflette nelle sue opere la sua vita tormentata e piena di contraddizioni. Nasce nel 1930 a Neuilly-sur-Seine da una ricca famiglia di banchieri, ma si avvicina all’arte solo nel 1953, dopo un grave esaurimento nervoso, e l’arte per lei diventa una terapia. Le sue inquietudini private, le lotte sociali, le guerre, le violenze sono il filo conduttore della sua tormentata vicenda artistica. Nel 1955 conosce lo scultore svizzero Jean Tinguely, che diventerà il suo secondo marito, e accanto a lui vive tutto il suo lungo percorso artistico. La mostra segue i tempi del suo sviluppo creativo: quattro diversi periodi raccolti ne “Le stanze della memoria”. Nella prima sezione, “I tiri”, realizzati fra gli anni ‘50/’60, sono opere risentono del surrealismo di Mirò e delle esperienze di Max Ernst. Seguono Les Nanas, statue ispirate ai movimenti femministi, nelle quali la donna è protagonista assoluta. La terza sezione, Tarot Garden, richiama l’impresa che Niki de Saint-Phalle realizzò nei giardini di villa Caracciolo, a Capalbio: 22 gigantesche sculture ispirate al tema dei tarocchi. Chiude la mostra una serie di opere, create insieme al marito, visionarie, imprevedibili, assolutamente rivoluzionarie. Niki de Saint.Phalle muore a San Diego, dove aveva trascorso buona parte della sua vita, nel 2002, e lascia un diario, esposto in mostra, in cui sono registrate quotidianamente, da lei stessa, le sensazioni e le emozioni di ogni giorno. (Pierangela Chiesa)